Energy sharing: cos’è e le aziende nelle comunità energetiche


Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di energy sharing e comunità energetiche, ma per molte aziende questi concetti restano poco chiari o sembrano difficili da applicare nella pratica.


In realtà, la condivisione dell’energia rappresenta una delle evoluzioni più interessanti del sistema energetico: permette di produrre, consumare e valorizzare energia a livello locale, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità.

Ecco di cosa ci occuperemo in questo articolo.

Sommario:

  1. Cos’è l’energy sharing
  2. Cosa sono le comunità energetiche
  3. Chi può partecipare a una comunità energetica
  4. Quali vantaggi offre l’energy sharing alle aziende
  5. Come funziona l’energy sharing nella pratica
  6. Come un’azienda può iniziare a partecipare
  7. Energia condivisa, benefici concreti

Cos’è l’energy sharing

Con energy sharing si intende la condivisione dell’energia prodotta localmente tra più soggetti collegati alla stessa rete elettrica.

In pratica, l’energia generata da uno o più impianti (tipicamente rinnovabili, come il fotovoltaico) viene utilizzata non solo dal produttore, ma anche da altri partecipanti.

Questo modello consente di:

  • valorizzare l’energia prodotta in eccesso;
  • ridurre l’energia prelevata dalla rete;
  • creare benefici economici condivisi tra i partecipanti.

L’energy sharing è uno dei pilastri su cui si basano le comunità energetiche rinnovabili.

Cosa sono le comunità energetiche

Le comunità energetiche sono aggregazioni di soggetti (aziende, enti pubblici, cittadini) che collaborano per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile a livello locale.

Non sono fornitori di energia, ma sistemi collaborativi che operano all’interno delle regole definite dalla normativa italiana ed europea. L’obiettivo principale non è il profitto, ma la riduzione dei costi energetici, l’impatto ambientale e il beneficio per il territorio.

Per le imprese, rappresentano un modo concreto per partecipare attivamente alla transizione energetica.

Chi può partecipare a una comunità energetica

Possono entrare in una comunità energetica:

  • aziende e PMI;
  • enti pubblici;
  • attività commerciali;
  • soggetti produttori di energia rinnovabile;
  • soggetti solo consumatori.

Un’azienda può partecipare:

  • come produttore-consumatore (prosumer), se dispone di un impianto;
  • come consumatore, beneficiando dell’energia condivisa senza investire direttamente nella produzione.

Il requisito principale è essere collegati alla stessa cabina primaria o area di riferimento, secondo la normativa vigente.

Quali vantaggi offre l’energy sharing alle aziende

  • Riduzione dei costi energetici: l’energia condivisa permette di abbattere parte dei costi di approvvigionamento, grazie all’autoconsumo collettivo e agli incentivi previsti.
  • Miglioramento del profilo ambientale: partecipare a una comunità energetica significa utilizzare energia rinnovabile locale, con benefici diretti sulle emissioni Scope 2.
  • Maggiore controllo sui consumi: l’energy sharing è spesso accompagnato da sistemi di monitoraggio che aiutano le aziende a capire meglio come e quando consumano energia.
  • Collaborazione territoriale: le comunità energetiche rafforzano i legami tra imprese, enti e territorio, creando reti virtuose e resilienti.
  • Accesso a incentivi e bandi: le normative attuali prevedono incentivi economici per l’energia condivisa, rendendo il modello interessante anche dal punto di vista finanziario.

Come funziona l’energy sharing nella pratica

Il funzionamento è più semplice di quanto sembri:

  1. Uno o più impianti rinnovabili producono energia.
  2. L’energia viene consumata localmente dai membri della comunità.
  3. La quota di energia condivisa viene misurata tramite i contatori.
  4. Il GSE riconosce un incentivo per l’energia condivisa.
  5. I benefici economici vengono ripartiti tra i partecipanti secondo regole definite.

Tutto avviene senza modificare la rete elettrica esistente e con sistemi di contabilizzazione digitali.

Come un’azienda può iniziare a partecipare

Per un’azienda, il primo passo è valutare il proprio profilo energetico:

  • quanta energia consuma;
  • in quali fasce orarie;
  • se dispone o può installare un impianto di produzione.

Successivamente è importante:

  • verificare la presenza o la fattibilità di una comunità energetica nella zona;
  • definire il ruolo dell’azienda (produttore, consumatore, entrambi);
  • affidarsi a partner competenti per la gestione tecnica, normativa e amministrativa.

Con il giusto supporto, l’ingresso in una comunità energetica non è complesso e può portare benefici già nel breve periodo.

Energia condivisa, benefici concreti

L’energy sharing non è un concetto teorico, ma una soluzione già disponibile per le aziende che vogliono ridurre i costi, migliorare la sostenibilità e partecipare attivamente al nuovo modello energetico.

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